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Conosciamo il dolore al braccio

Il dolore alla spalla, al braccio, al gomito o al polso ha numerose cause di natura patologica o traumatica. Talvolta il male a uno degli arti superiori può essere un segnale di patologie di grave entità legate al sistema cardio-circolatorio (angina pectoris, attacco cardiaco), come il noto e temuto dolore al braccio sinistro.

Per quanto riguarda il male alle articolazioni degli arti superiori (spalla, gomito o polso), le cause possono derivare da problematiche specifiche, anche in questo caso di natura patologica o traumatica.

Il braccio è l’arto che ci permette di compiere le attività basilari della vita quotidiana. Un dolore che ne limita la funzionalità può pertanto compromettere seriamente la qualità della vita.


Struttura del braccio

Con il termine “braccio” s’intende comunemente tutto l’arto superiore, comprendendo il braccio propriamente detto, l’avambraccio e le articolazioni (gomito, spalla e polso).

La struttura del braccio, così inteso, è composta da tre ossa:

  • Omero;
  • Ulna;
  • Radio.

Questa struttura è sostenuta e resa mobile da un complesso di muscoli, tra i quali:

Spalla

  • Deltoide;
  • Sovraspinato;
  • Infraspinato;
  • Muscolo piccolo rotondo;
  • Muscolo grande rotondo;
  • Sottocapolare.

Braccio

  • Bicipite brachiale;
  • Muscolo coracobrachiale;
  • Muscolo brachialeaspinato.

Avambraccio

  • Muscolo pronatore rotondo;
  • Flessore radiale del carpo;
  • Palmare lungo;
  • Flessore ulnare del carpo.

Mano

  • Muscoli dell’eminenza tenar;
  • Muscoli dell’eminenza ipotenar;
  • Muscoli palmari.


Le cause più diffuse di dolore al braccio, alla spalla, al gomito, al polso o alla mano

Di seguito, alcune delle cause più comuni del dolore al braccio, alla spalla, all’avambraccio, al gomito, al polso o alla mano.

Contrattura, stiramento o strappo muscolare

Particolarmente frequenti in chi pratica attività sportiva, la contrattura, lo stiramento o lo strappo muscolare possono interessare i numerosi muscoli che muovono gli arti superiori. Sono traumi di gravità estremamente differente.

La contrattura, la lesione meno grave, consiste in un aumento del tono della fibra. Per lo stiramento e lo strappo, il trauma comporta una lacerazione più o meno grave delle fibre del muscolo.

Il dolore è intenso, soprattutto nel movimento, che risulta limitato.


SPALLA

La spalla è la regione di raccordo fra il braccio e il tronco e comprende l’articolazione di tre capi ossei:

  • Omero (braccio);
  • Clavicola (tronco);
  • Scapola (tronco).

La spalla, in realtà, è un complesso di due articolazioni tenute assieme da un sistema di muscoli, tendini e legamenti. La complessità di questa articolazione è dovuta alla necessità di rendere il braccio un arto estremamente mobile.

I legamenti hanno la funzione di stabilizzare l’articolazione, impedendone la lussazione, e di favorire il movimento; i principali legamenti della spalla sono:

  • Legamento acromioclaveare;
  • Legamento coracoacromiale;
  • Legamenti gleno-omerale (superiore, intermedio e inferiore);
  • Legamento coraco-omerale.

L’elevata mobilità della spalla è consentita da numerose strutture muscolo-tendinee; da un punto di vista clinico le principali sono il deltoite e il gruppo della cuffia dei rotatori, costituita dai tendini del muscolo sovraspinoso, infraspinoso, sottoscapolare e piccolo rotondo.

Tra i muscoli deltoide e sovraspinoso è presente la principale borsa sinoviale della spalla, che garantisce lo scorrimento dei tessuti “ammortizzando” il movimento.

Tendinite alla spalla

L’infiammazione dei tessuti molli dell’articolazione della spalla è caratterizzata da un dolore intenso che peggiora con l’attività. La mancanza di una cura tempestiva e del riposo dell’articolazione può comportare la cronicizzazione del problema.

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Lussazione della spalla

Quando, a causa di un trauma, la testa dell’omero fuoriesce dalla scapola, perdendo i normali rapporti articolari, si parla di lussazione della spalla.

La più diffusa tipologia di lussazione, frequente soprattutto tra chi pratica sport di contatto (rugby, hockey, lotta…), è la lussazione anteriore.

Il dolore è intenso e immediato e si riscontra l’impossibilità di muovere l’arto, che rimane inerte.

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Lesione del sovraspinoso

Il tendine del muscolo sovraspinoso contribuisce a formare la cuffia dei rotatori. Una lesione a carico di questa struttura può colpire chi ha subito un trauma, uno stiramento o anche gli sportivi che lavorano molto con le spalle (pallavolisti, rugbysti, tennisti…), e che pertanto sono soggetti a infiammazione del tendine. Le lesioni si accompagnano anche a processi infiammatori dei tendini del bicipite.

Tipico di questa problematica è il dolore legato a determinati movimenti del braccio. Il male, generalmente, si estende al braccio e al collo.

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Borsite

L’infiammazione delle borse sierose è generalmente associata ad una lesione dei tendini della cuffia dei rotatori o all’eccessivo sfregamento tra i tendini e i capi ossei articolari. È frequente soprattutto tra gli atleti che compiono movimenti ripetuti dell’arto superiore (tennis, basket, baseball etc.). Si manifesta con dolore localizzato e ridotta mobilità articolare.

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Artrosi gleno-omerale

Patologia degenerativa dell’articolazione della spalla che provoca dolore e riduzione della mobilità del braccio.

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GOMITO

Il gomito è lo snodo articolare che unisce il braccio all’avambraccio e comprende la giunzione tra tre capi ossei:

  • Omero (spalla);
  • Radio (avambraccio);
  • Ulna (avambraccio).

Nella parte inferiore dell'omero si trovano due protuberanze chiamate epicondilo laterale ed epicondilo mediale dove si inseriscono e si ancorano i legamenti e i tendini, strutture fondamentali per la stabilizzazione ed il movimento dell’articolazione e che sono sede dei più frequenti stati infiammatori a carico del gomito (epicondiliti).

I legamenti del gomito hanno la funzione di stabilizzare l’articolazione e di consentire i movimenti articolari e possono essere suddivisi in:

  • Legamento collaterale laterale (legamento collaterale radiale);
  • Legamento collaterale mediale (legamento collaterale ulnare);
  • Legamento anulare.

A livello del gomito, inoltre, originano diverse strutture muscolo-tendinee che, insieme ai legamenti, avvolgono l’articolazione stabilizzandola e sostenendola. I principali tendini del gomito si distinguono in tre gruppi:

  • Tendini epicondilei (originano da epicondilo laterale omerale) – deputati ai movimenti di estensione delle dita e del polso;
  • Tendini epitrocleari – deputati ai movimenti di flessione delle dita e del polso e della rotazione dell’avambraccio (movimento che si compie per svitare un cacciavite);
  • Tendine del compartimento anteriore e posteriore.

Anche nel gomito sono presenti le borse sierose, che hanno la funzione di evitare lo sfregamento -e quindi di favorire lo scorrimento- fra i tessuti (ossa, muscoli e tendini) agendo come una sorta di “cuscinetto di lubrificazione”. Le principali borse sierose del gomito sono due:

  • Borsa olecranica;
  • Borsa bicipitale.

Le cause più diffuse di dolore al gomito

A causa dell’elevato utilizzo di questa articolazione, il dolore al gomito può alterare la qualità della vita sia negli adulti che nei bambini. Le cause legate all’insorgenza di uno stato infiammatorio a carico del gomito possono derivare da patologie degenerative, come l'artrosi, o da traumi.

Tendiniti

Gomito del tennista (Epicondilite)

L’epicondilite è senz’altro una delle cause più frequenti del dolore al gomito; è una infiammazione dei tendini che connettono i muscoli dell’avambraccio all’epicondilo laterale (gomito esterno). È nota come “gomito del tennista” poiché è tipica di chi pratica questa attività sportiva, nella quale si ripete costantemente lo stesso movimento a carico dei muscoli estensori. È un’infiammazione che colpisce anche i lavoratori che compiono movimenti ripetitivi con mano e polso (muratore, idraulico, macellaio, falegname, sarto).

Il dolore localizzato sulla parte esterna del gomito e nell’area esterna dell’avambraccio, va intensificandosi nel corso del tempo (anche mesi) e non può essere imputato a un evento traumatico. Il dolore peggiora quando si cerca di fare forza nella presa (chiusura del pugno) o con i movimenti del polso.

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Gomito del golfista (Epitrocleite)

È una infiammazione dell’epicondilo mediale, la porzione interna del gomito, dove si inseriscono i tendini dal gomito verso le ossa dell’avambraccio, del polso e della mano; è molto meno frequente dell'epicondilite laterale e colpisce prevalentemente i soggetti che praticano sport come il golf e il baseball. Il dolore è localizzato alla parte interna del gomito, si associa a gonfiore ed arrossamento della cute, e peggiora nei movimenti di flessione delle dita, come per girare la maniglia di una porta o sollevare un peso con il palmo della mano.

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Lussazione del gomito

La lussazione del gomito consiste nella perdita temporanea dei rapporti articolari tra i capi ossei del gomito, e deriva generalmente dalla rottura dei legamenti che sostengono l’articolazione. È la seconda in ordine di frequenza dopo la lussazione della spalla ed è quasi sempre di origine traumatica: caduta a terra con appoggio sulla mano.

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Frattura ossea

La frattura ossea del gomito può interessare una o più ossa che compongono l’articolazione. In alcuni casi le fratture comportano anche la lussazione dell’articolazione con rottura di legamenti (nota come instabilità complessa). Sono provocate per lo più da traumi indiretti, come la caduta sulle mani in estensione, tipica dei bambini durante le attività di gioco-sport. I sintomi di una frattura sono generalmente, dolore intenso, gonfiore, lividi, deformità dell’articolazione.

Artrosi

L’artrosi al gomito è una patologia degenerativa a carico della cartilagine dell’articolazione; è una forma abbastanza rara, che colpisce i soggetti che hanno subito in passato un trauma o una lussazione, o chi è sottoposto a movimenti ripetuti a carico del gomito. Questa patologia comporta dolore e limitazioni alla mobilità articolare, soprattutto per quanto riguarda l’estensione del braccio.

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POLSO

Il polso è la regione del corpo compresa tra la mano e l’avambraccio. A causa dell’elevata mobilità del polso, si tratta di un’articolazione molto complessa, formata dai seguenti capi ossei:

  • Ulna (avambraccio);
  • Radio (avambraccio);
  • Carpo (insieme di otto ossa corte che si trovano nella mano).

Il carpo è situato fra il radio e il metacarpo, l’insieme di cinque ossa che divergono verso la base delle dita, che costituisce lo scheletro della mano.

Il radio, il carpo e il metacarpo sono connessi da un complesso e numeroso sistema di legamenti che, congiungendo le ossa, stabilizza l’articolazione. I principali legamenti del polso si dividono in due gruppi:

  • legamenti estrinseci (tra le ossa carpali e radio-ulna e metacarpo; questi legamenti si dividono in palmari e dorsali) ;
  • legamenti intrinseci (che originano e si inseriscono sulle ossa carpali).

Inoltre, a livello del polso, si inseriscono numerosi tendini, che uniscono i muscoli alle ossa, consentendo i movimento di flessione ed estensione del polso e della mano. I principali tendini del polso sono:

  • I tendini dei muscoli estensori si trovano sul dorso delle dita e della mano;
  • I tendini dei muscoli flessori si trovano sul palmo delle dita e della mano.

Le cause più diffuse del dolore al polso

Il dolore al polso è un problema assai diffuso, che può interessare le ossa, i legamenti o i tendini situati in questa zona e può essere di origine patologica o traumatica.

Frattura e distorsione del polso

Il dolore al polso può derivare da traumi che, a seconda dell’energia che li determinano, possono causare fratture ossee o distorsioni. Solitamente si tratta di traumi diretti, come una caduta a terra, ma possono derivare anche da traumi di tipo indiretto con danno alle ossa e ai legamenti.

Le fratture insorgono solitamente a seguito di una caduta accidentale in avanti, e generalmente coinvolgono l'osso scafoide (situato alla base del pollice) o la parte distale del radio e dell’ulna. I sintomi di una frattura sono: dolore, anche intenso accentuato dai movimenti, gonfiore e talvolta anche deformità articolare.

Le distorsioni del polso sono molto più frequenti delle fratture e consistono in uno stiramento eccessivo delle strutture articolari; generalmente sono conseguenti a un trauma, come una caduta sulle mani aperte. I sintomi sono: gonfiore, dolore locale, movimento limitato della mano e tumefazione.

Tendinite del polso

La tendinite consiste in un processo infiammatorio a carico di uno o più tendini. Può essere causata dalla ripetizione continua, con il polso, di determinati movimenti ed è frequente soprattutto in chi pratica sport o attività professionali che richiedono il sovraccarico di lavoro dell’articolazione. Nel caso sia trascurata, la tendinite può diventare cronica.

I tipici sintomi della tendinite del polso sono: il dolore localizzato che limita il movimento della mano, gonfiore e tumefazione.

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Tunnel carpale

Le ossa e il legamento trasverso del carpo costituiscono una sorta di “tunnel”, denominato carpale. Si tratta di un involucro protettivo rigido ove scorrono tendini e nervi. La sindrome del tunnel carpale è una patologia infiammatoria piuttosto diffusa che interessa la guaina che avvolge i tendini dei muscoli flessori. A causa del processo flogistico si riscontra un incremento di liquido all’interno della guaina che comprime le strutture interne al tunnel, come il nervo mediano. Questo compromette la sensibilità e la funzionalità di tre dita della mano: pollice, indice e medio.

La patologia si manifesta anche attraverso un dolore improvviso e acuto che, partendo dal polso, si diffonde per tutto il braccio.

La sindrome da tunnel carpale colpisce le donne in gravidanza, i soggetti ipotiroidei, chi soffre di artrite reumatoide e chi pratica lavori manuali di precisione o ripetitivi.

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MANO

Artrosi alle mani

L’artrosi alle mani interessa le articolazioni dei polsi e delle dita ed è una patologia degenerativa che può portare alla completa erosione della struttura articolare.

Oltre alla perdita di funzionalità di mani e dita, questa patologia si manifesta con dolore intenso e tumefazione con perdita graduale della forze di prensione

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